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Caldaia a Biomassa + turbina ORC

Impianti di cogenerazione a biomassa legnosa

Progettazione su commessa, installazione e manutenzione di impianti a biomassa (cippato, legna, pellet) per produzione energia elettrica e termica.

Cos’è la cogenerazione a biomassa legnosa

È un processo di combustione di materiali organici, prodotti e sottoprodotti della lavorazione del legno (Es.: scarti di potature, cippati, segature, trucioli, ecc.)
La biomassa entra all’interno della caldaia dove avviene la combustione dalla quale si ottiene, attraverso uno scambiatore, acqua surriscaldata che viene veicolata ad un evaporatore il quale a sua volta veicola il fluido alla turbina ORC che trasforma il calore in energia elettrica.

Schema impianto di cogenerazione a biomassa legnosa

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Prorogati gli incentivi dal 1° Gennaio 2019 per gli impianti a biomassa per la produzione di energia elettrica!

Il testo della legge di Bilancio 2018 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale il 29 dicembre 2017. Tra le modifiche introdotte dalla Camera dei Deputati e poi confermate dal Senato con l’ok definitivo alla manovra, vi è anche anche la proroga degli incentivi per conseguire gli obiettivi 2020 in materia di fonti rinnovabili, in particolare a favore degli esercenti di impianti per la produzione di energia elettrica alimentati da biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili.

La nozione di “sottoprodotto” (dal DLgs 152/06)

“Si definiscono “Sottoprodotti” i prodotti dell’attività dell’impresa che, pur non costituendo l’oggetto dell’attività principale, scaturiscono in via continuativa dal processo industriale dell’impresa stessa e sono destinati ad un ulteriore impiego o al consumo. Non sono sottoposti alle disposizioni di cui alla parte quarta del presente decreto i sottoprodotti di cui l’impresa non si disfi, non sia obbligata a disfarsi e non abbia deciso di disfarsi ed in particolare i sottoprodotti impiegati direttamente dall’impresa che li produce o commercializzati a condizioni economicamente favorevoli per l’impresa stessa direttamente per il consumo o l’impiego, senza la necessità di operare trasformazioni preliminari in un successivo processo produttivo; a quest’ultimo fine, per trasformazione preliminare si intende qualsiasi operazione che faccia perdere al sottoprodotto la sua identità, ossia le caratteristiche merceologiche di qualità e le proprietà che esso già possiede e che si rende necessaria per il successivo reimpiego in un processo produttivo o per il consumo.”

I sottoprodotti sono matrici organiche sia di origine vegetale che animale, che derivano da processi di produzione primaria di qualcos’altro, per esempio: i sottoprodotti oleari (potature, nocciolino), i sottoprodotti agroforestali (potature, cortecce, noccioli, ecc.), i sottoprodotti della produzione vitivinicola (potature, sarmenti, ecc.), i sottoprodotti dell’allevamento (lettiere, ecc.). Per una elencazione più esaustiva si veda la Tabella 1.A – ELENCO SOTTOPRODOTTI/RIFIUTI UTILIZZABILI NEGLI IMPIANTI A BIOMASSE E BIOGAS del Decreto ministeriale 6 luglio 2012 – Incentivi per energia da fonti rinnovabili.